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Normativa dei fondi immobiliari

I fondi comuni di investimento immobiliare sono stati istituiti e disciplinati con l’entrata in vigore della Legge del 21 gennaio 1994 n. 86, che ad oggi è ancora efficace con riferimento ai soli articoli 14 bis e 15 che, dopo aver subito diverse modificazioni ed integrazioni nel contenuto, disciplinano rispettivamente i “fondi istituiti con l’apporto di beni immobili” e le “disposizioni tributarie” per i fondi che non hanno optato per l’applicazione del regime ivi incluso quello fiscale previsto dal D.L. 25 settembre 2001 n. 351. Con la predetta Legge veniva attribuita autonoma rilevanza ai fondi comuni che investono in immobili o in partecipazioni in società immobiliari.

Una nuova disciplina dei fondi di investimento immobiliare è stata poi introdotta con il D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 “Testo Unico della Finanza” (TUF), più volte emendato nel corso del tempo anche in vista del recepimento di direttive comunitarie ricadenti nel rispettivo ambito di applicazione, cui hanno fatto seguito numerose disposizioni regolamentari in applicazione ed attuazione dello stesso, tra cui, principalmente, il D.M. 24 maggio 1999 n. 228 recante norme per la determinazione dei criteri generali cui devono essere uniformati i fondi comuni di investimento, più volte modificato, e, da ultimo, abrogato e sostituito dal D.M. 5 marzo 2015 n. 30 concernente la determinazione dei criteri generali cui devono uniformarsi gli Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) italiani ed i Provvedimenti della Banca d’Italia del 1° luglio 1998, del 20 settembre 1999 e del 24 dicembre 1999. Si sono ricondotti così i fondi comuni di investimento immobiliare all’interno della disciplina generale dei fondi di investimento.

Il panorama normativo è stato poi modificato dal D.L. 25 settembre 2001 n. 351, convertito con modificazioni dalla Legge 23 novembre 2001 n. 410, recante “Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di investimento immobiliare”. Con tale disposizione è stato, tra l’altro, introdotto l’importante concetto di “prevalenza” dell’investimento immobiliare cui deve far ricorso un fondo di investimento per essere ricondotto all’interno della categoria dei fondi immobiliari.

Con Provvedimento del Governatore datato 8 maggio 2012 e successive modificazioni, la Banca d’Italia ha poi proceduto a riordinare, con alcune innovazioni, la normativa di propria emanazione riunendola in un’unica fonte, il “Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio”. Detto Provvedimento, a seguito del recepimento – per quanto di interesse in questa sede – della Direttiva 2011/61/UE in materia di gestori di fondi alternativi (AIFMD), è stato, da ultimo, abrogato e sostituito dal Provvedimento della Banca d’Italia del 15 gennaio 2015.

In attuazione del TUF sono state, inoltre, adottate dalla CONSOB alcune delibere, oggetto di successive modifiche nel tempo, tra le quali la n. 16190, in materia di intermediari, la n. 16191 in materia di mercati di mercati, la n. 11971, concernente la disciplina degli emittenti. Le citate delibere sono state oggetto di modifica da parte della CONSOB e il testo aggiornato è disponibile sul sito www.consob.it, sezione Regolamentazione TUF e Regolamenti CONSOB.

Infine, con Provvedimento del 29 ottobre 2007 è stato adottato dalla Banca d’Italia e dalla Consob un regolamento in materia di organizzazione e procedure degli intermediari che prestano servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio, il “Regolamento Congiunto Consob - Banca d’Italia”, da ultimo, modificato con Provvedimento del 19 gennaio 2015 adottato dalla Banca d’Italia e dalla Consob.